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La prossima ondata di riforme migratorie in Australia: cosa significa per i richiedenti il visto il rinvio di un discorso

Associato senior - Avvocato senior in materia di migrazione australiana
Pubblicato il:
6 agosto 2026
|
Modificato il:
6 agosto 2026
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Associato senior - Avvocato senior in materia di migrazione australiana
Pubblicato il:
6 agosto 2026
Modificato il:
6 agosto 2026
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Pubblicato il:
6 agosto 2026
Modificato il:
6 agosto 2026
Indice

Punti chiave

  • Il ministro per l'Immigrazione e la Cittadinanza, Tony Burke, ha rinviato un importante discorso sul tema della politica migratoria che avrebbe dovuto tenere al National Press Club.
  • A partire dal 1° luglio 2026, le tariffe per le domande di visto sono aumentate di circa il 25 per cento; la tariffa per il visto per partner è ora pari a 11.710 dollari.
  • Due direttive ministeriali attribuiscono attualmente la priorità ai richiedenti presenti sul territorio rispetto a quelli all’estero per quanto riguarda i visti permanenti per lavoratori qualificati e i visti familiari.
  • Un pacchetto di riforme più ampio, che secondo quanto riferito sarebbe stato preso in esame dal Consiglio dei ministri, non è stato ancora definito né tradotto in legge.
  • Tra le proposte presentate figurano modifiche alle procedure per il rilascio dei visti familiari, alle norme relative al lavoro e ai diritti di ricorso per i titolari di visti di protezione, nonché alle disposizioni relative ai visti “Working Holiday”.
  • I richiedenti e i garanti la cui situazione potrebbe essere interessata dovrebbero chiedere chiarimenti sulla propria posizione attuale prima che vengano annunciate ulteriori modifiche.
minuto di lettura

Un discorso rinviato, non una politica confermata

Il ministro degli Affari interni, dell’Immigrazione e della Cittadinanza, Tony Burke, ha rinviato il suo intervento al National Press Club, dove questa settimana avrebbe dovuto fornire un importante aggiornamento sulla politica migratoria. Secondo quanto riportato, alcuni dettagli non erano ancora stati definiti e si sta concordando una nuova data.

Questa distinzione è importante per chiunque segua la vicenda. Il rinvio non significa che la legge sia stata approvata, né che siano già state apportate modifiche a specifici percorsi per l’ottenimento del visto. Esso fa seguito alla conferma di due misure già in vigore, insieme alle notizie relative a un pacchetto di riforme più ampio ancora all’esame del Consiglio dei Ministri.

Cosa è già cambiato

Sono state confermate due modifiche, attualmente in vigore, che non hanno nulla a che vedere con quanto è ancora in fase di discussione.

Aumento della tassa per la richiesta del visto

A partire dal 1° luglio 2026, le tariffe per le domande di visto sono aumentate di circa il 25%. La tariffa per la richiesta del visto per partner, che copre le sottoclassi 820/801 ( visto per partner (temporaneo e permanente)) per i richiedenti presenti in Australia e le sottoclassi 309/100 (visto per partner (provvisorio e migrante)) per i richiedenti all’estero, ammonta ora a 11.710 dollari per il richiedente principale, con costi aggiuntivi per i familiari a carico di età pari o superiore a 18 anni e per quelli di età inferiore ai 18 anni. Tale aumento non è stato annunciato formalmente all’epoca, ma è riportato nei documenti del Bilancio Federale e confermato nella pagina del Dipartimento degli Affari Interni relativa alle tariffe attuali dei visti. I richiedenti che stanno pianificando il budget per una domanda di visto familiare dovrebbero basarsi sul tariffario attuale piuttosto che sulle cifre pubblicate prima del 1° luglio 2026.

Priorità di trattamento per i richiedenti residenti nel Paese

Il Ministro ha emanato due direttive ministeriali con cui ordina al Dipartimento degli Affari Interni di dare la priorità ai richiedenti presenti sul territorio rispetto a quelli all’estero per i visti permanenti per lavoratori qualificati e per ricongiungimento familiare, con limitate eccezioni per i richiedenti che ricoprono ruoli nelle forze dell’ordine e nella difesa. In pratica, ciò significa che la domanda di un richiedente già residente in Australia potrebbe essere esaminata prima di quella di una persona che richiede la stessa sottoclasse di visto dall’estero. Dato l’attuale arretrato in diverse categorie di visti, i richiedenti dall’estero potrebbero dover affrontare tempi di attesa più lunghi rispetto ai richiedenti residenti in Australia, senza che ciò comporti alcuna modifica ai requisiti di ammissibilità di base.

Ciò che rimane in esame

I resoconti indicano inoltre un pacchetto più ampio che, secondo quanto riferito, sarebbe stato preso in esame dal Consiglio dei Ministri ma non ancora definito, e che costituirebbe la base del discorso al Press Club rinviato. Nessuna delle misure di seguito elencate è stata ancora approvata, e fonti governative hanno descritto i punti di attrito rimanenti come dettagli irrisolti piuttosto che come un cambiamento di direzione generale. La presente sezione va letta come una descrizione delle questioni attualmente in discussione, non come un'esposizione della normativa vigente.

Tra le proposte segnalate figurano:

  • Restrizioni che impediscono ai familiari di cittadini australiani e residenti permanenti di presentare domanda per un visto familiare mentre si trovano in Australia con un visto turistico
  • Modifiche ai diritti in materia di lavoro e ai diritti di ricorso per i richiedenti il visto di protezione
  • Sistemi di voto ampliati e limiti massimi alle proroghe dei visti “Working Holiday” per un secondo o terzo anno

Chi potrebbe essere coinvolto se queste proposte venissero portate avanti

Se una qualsiasi di queste proposte dovesse essere confermata, potrebbero essere interessati i seguenti gruppi:

  • Famiglie che attualmente fanno ricorso a una strategia che prevede il passaggio da un visto turistico a un visto provvisorio in attesa che venga definitivo il visto per il coniuge o per il genitore
  • I richiedenti all’estero di visti per lavoratori qualificati e visti familiari, che potrebbero già trovarsi a dover affrontare tempi di attesa più lunghi in base all’attuale direttiva sulle priorità di elaborazione delle pratiche
  • I richiedenti il visto di protezione, che potrebbero trovarsi soggetti a nuove limitazioni dei diritti lavorativi durante la fase di valutazione e dei diritti di ricorso in caso di rigetto della domanda
  • I titolari di un visto Working Holiday che intendono trascorrere un secondo o un terzo anno in Australia

Chiunque abbia una domanda in corso o imminente che potrebbe essere interessata da questa modifica, in particolare nel caso di una domanda di visto familiare in cui si sta valutando il percorso del visto turistico, dovrebbe chiedere una consulenza in merito alla propria situazione specifica prima di fare affidamento sull’attuale procedura onshore che consente il passaggio dal visto turistico al visto ponte.

Perché questo è importante in un contesto più ampio

Secondo l’Ufficio australiano di statistica, la migrazione netta dall’estero ha raggiunto quota 306.000 nell’anno fiscale 2024-25, in calo rispetto al picco di 556.000 registrato nell’anno conclusosi a settembre 2023. Nonostante questo calo, i livelli di immigrazione hanno continuato a superare le previsioni del Tesoro, contribuendo a mantenere alta la pressione da parte dei partiti di opposizione per ulteriori riduzioni. Questo contesto aiuta a spiegare perché il governo sembri perseguire sia misure amministrative, quali l’aumento delle tariffe e le direttive relative all’elaborazione delle pratiche, sia un pacchetto legislativo più sostanziale che affronti le questioni relative ai visti familiari, di protezione e Working Holiday.

Per i richiedenti e gli sponsor, la conclusione pratica è che il quadro normativo australiano in materia di immigrazione sta attraversando una fase di profondo cambiamento. Una decisione presa in base alle norme vigenti potrebbe dover essere riconsiderata qualora venissero annunciate ulteriori riforme, e il momento in cui viene presentata una domanda può influire in modo sostanziale sul modo in cui questa viene trattata.

Come possiamo aiutarti

La normativa in materia di immigrazione è in continua evoluzione e, per comprendere in che modo una modifica proposta possa influire sul vostro specifico percorso di ottenimento del visto, non basta limitarsi a leggere i titoli dei giornali. Il nostro team di Australian Migration Lawyers segue da vicino sviluppi come questi e può aiutarti a comprendere cosa comporti, per la tua situazione personale, qualsiasi modifica confermata o proposta, sia che tu stia valutando la richiesta di un visto familiare, sia che tu sia attualmente in possesso di un visto provvisorio, sia che tu stia pianificando un’estensione del visto Working Holiday. Offriamo una consulenza gratuita e senza impegno, disponibile sette giorni su sette, per discutere della tua situazione e delle opzioni a tua disposizione.

Nicholas Merlin, avvocato

Con 15 anni di esperienza nel diritto statunitense e nella pubblica amministrazione, seguiti da 5 anni di pratica nel campo del diritto dell'immigrazione australiano, Nick apporta una profonda competenza giuridica transgiurisdizionale al suo lavoro di avvocato specializzato in diritto dell'immigrazione australiano.

Nick ha conseguito una laurea in Scienze Politiche presso la Florida State University (2000), un dottorato in Giurisprudenza presso la St. Thomas University School of Law (2004) e un Master in Pubblica Amministrazione presso la Florida State University (2007). È membro dell'Ordine degli Avvocati della Florida dal 2006 e dell'Ordine degli Avvocati della Corte d'Appello del Distretto di Columbia dal 2007, e ha intrapreso una brillante carriera legale internazionale prima di trasferirsi a Melbourne nel 2021.

Dopo aver completato gli studi di giurisprudenza in Australia presso la La Trobe University e il College of Law, nel 2022 è stato ammesso all’albo degli avvocati australiani dalla Corte Suprema dello Stato di Victoria. Successivamente ha ottenuto il numero di iscrizione all’albo degli avvocati 5513285, grazie al quale esercita la professione nel campo del diritto dell’immigrazione. È membro del Law Institute of Victoria.

Nick offre una consulenza specialistica su un'ampia gamma di questioni relative all'immigrazione. Avendo affrontato personalmente il processo di immigrazione, mette a disposizione sia la sua competenza professionale sia una comprensione autentica di ciò che i clienti vivono durante l'intero percorso.

Nick assiste clienti in tutto il Paese, tra cui a Melbourne, Sydney, Brisbane, Perth e Adelaide, fornendo un supporto completo.  

Ha rappresentato i propri clienti in procedimenti dinanzi al Tribunale di revisione amministrativa (ART), mettendo a frutto la propria esperienza in materia di patrocinio dinanzi a tale organo in casi complessi e controversi in materia di immigrazione.

Oltre alla sua vita professionale, Nick ama leggere, viaggiare e scoprire la cultura del caffè di Melbourne.

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AVVISO LEGALE: Gli articoli e i post del blog pubblicati da Australian Migration Lawyers forniscono esclusivamente informazioni di carattere generale e non costituiscono una consulenza in materia di immigrazione né un parere legale. La lettura di questi contenuti non dà luogo a un rapporto avvocato-cliente e l’eventuale affidamento su di essi è a vostro esclusivo rischio. Poiché le leggi in materia di immigrazione sono soggette a frequenti modifiche, vi invitiamo a consultare un avvocato australiano abilitato per ricevere una consulenza professionale su misura per la vostra situazione specifica prima di prendere qualsiasi decisione o presentare qualsiasi domanda in materia di immigrazione.

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