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Punti chiave
A partire dal 25 luglio 2026, la Direttiva ministeriale n. 117 ha sostituito la Direttiva ministeriale n. 102 come strumento che disciplina le modalità di esame e di decisione delle domande di visto nell’ambito del programma “family stream”, ai sensi degli articoli 47 e 51 del Migration Act 1958. La modifica riguarda le domande di visto per partner, genitori, figli e assistenti presentate nell’ambito del programma “family stream”.
Ai sensi della Direttiva 117, viene attribuita la massima priorità alle domande di visto familiare presentate mentre il richiedente principale si trova in Australia, dove il visto può anche essere concesso sul territorio nazionale. Alle domande presentate da richiedenti principali che al momento della presentazione si trovano all’estero, o che devono trovarsi all’estero al momento del rilascio del visto, viene attribuita una priorità inferiore.
All’interno di queste due grandi categorie, la Direzione stabilisce un ordine specifico di trattamento: in primo luogo le domande soggette a intervento ministeriale, poi quelle relative ai partner e ai figli a carico, quindi quelle relative ai parenti orfani, poi quelle relative ai genitori che versano contributi e ai genitori anziani che versano contributi, poi quelle relative agli assistenti e, infine, quelle relative ai genitori, ai genitori anziani, agli altri parenti e ai parenti anziani a carico.
Le domande di visto per genitori contributivi, genitori, tutori, parenti rimanenti e parenti anziani a carico continuano a essere soggette a limiti quantitativi e a un sistema di accodamento ai sensi di un atto normativo distinto, la Direttiva ministeriale n. 103, che prevede l’elaborazione delle domande in ordine cronologico di presentazione una volta che una domanda raggiunge la testa della coda.
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Un portavoce del Dipartimento degli Affari Interni ha affermato che la direttiva sostiene l'attuazione mirata del Programma di immigrazione familiare 2026-27 e riflette l'impegno a dare priorità alle domande presentate da migranti già presenti nel Paese, con l'obiettivo dichiarato di esercitare una pressione al ribasso sulla migrazione netta dall'estero. Il Dipartimento ha dichiarato che l'elaborazione delle domande di visto per i genitori non è stata sospesa e che i tempi di elaborazione stimati aggiornati per i programmi di immigrazione soggetti a quote per il 2026-27 saranno pubblicati a tempo debito.
Il programma dei visti per ricongiungimento familiare prevede un contingente massimo di 52.460 posti per l'anno finanziario 2026-27. Di questi, solo 7.060 sono destinati ai visti per i genitori: si tratta della quota più bassa registrata negli ultimi dieci anni, escludendo gli anni in cui la pandemia ha avuto un impatto significativo.
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Il tempo medio stimato di elaborazione delle domande di visto per genitori presentate quest’anno, prima della modifica introdotta a luglio, variava tra i 15 e i 33 anni a seconda della categoria. Secondo i dati attuali, la media per i visti per genitori non contributivi si attesta intorno ai 33 anni, mentre quella per i visti per genitori contributivi è di circa 15 anni; tuttavia, queste cifre potrebbero subire revisioni ora che ai richiedenti presenti sul territorio viene data priorità all’interno delle stesse categorie di visto.
Le famiglie con una domanda di visto per genitori presentata dall’estero e già in lista d’attesa non vengono rimosse da tale lista, e il Dipartimento ha confermato che l’elaborazione delle domande non si è interrotta. Tuttavia, poiché le domande presentate sul territorio nazionale nella stessa categoria di visto hanno ora la precedenza, i richiedenti dall’estero potrebbero dover affrontare tempi di attesa effettivi più lunghi rispetto a quanto stimato in precedenza, anche se la loro domanda non ha subito alcuna modifica.
Gli avvocati specializzati in diritto dell’immigrazione hanno rilevato una certa incertezza riguardo alla portata concreta di tale impatto, dato che il numero annuale di visti concessi in queste categorie “offshore” è relativamente esiguo nel contesto dei dati complessivi relativi all’immigrazione netta. Esistono limitate eccezioni all’ordine di priorità nei casi in cui una domanda presenti circostanze particolari di natura umanitaria e sussistano motivi validi per discostarsi dall’ordine standard, valutati caso per caso.
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Se voi o la vostra famiglia avete presentato una domanda di visto familiare per l’estero interessata da questa modifica, capire a che punto si trova la vostra domanda nella nuova scala di priorità è più importante che mai. I nostri avvocati specializzati in diritto dell’immigrazione possono esaminare la vostra domanda, spiegarvi cosa comporta la Direttiva Ministeriale per la vostra situazione specifica e aiutarvi a pianificare in modo realistico il percorso da seguire.
Offriamo una consulenza gratuita, disponibile sette giorni su sette, per aiutarti a comprendere le opzioni a tua disposizione nell'ambito dell'attuale normativa sui visti familiari.

Con 15 anni di esperienza nel diritto statunitense e nella pubblica amministrazione, seguiti da 5 anni di pratica nel campo del diritto dell'immigrazione australiano, Nick apporta una profonda competenza giuridica transgiurisdizionale al suo lavoro di avvocato specializzato in diritto dell'immigrazione australiano.
Nick ha conseguito una laurea in Scienze Politiche presso la Florida State University (2000), un dottorato in Giurisprudenza presso la St. Thomas University School of Law (2004) e un Master in Pubblica Amministrazione presso la Florida State University (2007). È membro dell'Ordine degli Avvocati della Florida dal 2006 e dell'Ordine degli Avvocati della Corte d'Appello del Distretto di Columbia dal 2007, e ha intrapreso una brillante carriera legale internazionale prima di trasferirsi a Melbourne nel 2021.
Dopo aver completato gli studi di giurisprudenza in Australia presso la La Trobe University e il College of Law, nel 2022 è stato ammesso all’albo degli avvocati australiani dalla Corte Suprema dello Stato di Victoria. Successivamente ha ottenuto il numero di iscrizione all’albo degli avvocati 5513285, grazie al quale esercita la professione nel campo del diritto dell’immigrazione. È membro del Law Institute of Victoria.
Nick offre una consulenza specialistica su un'ampia gamma di questioni relative all'immigrazione. Avendo affrontato personalmente il processo di immigrazione, mette a disposizione sia la sua competenza professionale sia una comprensione autentica di ciò che i clienti vivono durante l'intero percorso.
Nick assiste clienti in tutto il Paese, tra cui a Melbourne, Sydney, Brisbane, Perth e Adelaide, fornendo un supporto completo.
Ha rappresentato i propri clienti in procedimenti dinanzi al Tribunale di revisione amministrativa (ART), mettendo a frutto la propria esperienza in materia di patrocinio dinanzi a tale organo in casi complessi e controversi in materia di immigrazione.
Oltre alla sua vita professionale, Nick ama leggere, viaggiare e scoprire la cultura del caffè di Melbourne.
AVVISO LEGALE: Gli articoli e i post del blog pubblicati da Australian Migration Lawyers forniscono esclusivamente informazioni di carattere generale e non costituiscono una consulenza in materia di immigrazione né un parere legale. La lettura di questi contenuti non dà luogo a un rapporto avvocato-cliente e l’eventuale affidamento su di essi è a vostro esclusivo rischio. Poiché le leggi in materia di immigrazione sono soggette a frequenti modifiche, vi invitiamo a consultare un avvocato australiano abilitato per ricevere una consulenza professionale su misura per la vostra situazione specifica prima di prendere qualsiasi decisione o presentare qualsiasi domanda in materia di immigrazione.
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